Poesia

Si esprime la sintassi della vita con la vita medesima. Essa può essere declinata in suoni, parole, colori. Componendo lo spartito del verso faccio nascere una sintesi conoscitiva. L’obiettivo della camera si traduce in luminescenze di esperienza percettiva.

Quando decido di utilizzare la forma scritta per creare un documento – che è essenza di una circostanza, di una dimensione culturale e sociale, che è la trama di un istantaneo ordito tessuto di fuggevoli e reali pensieri – evolvo l’intima percezione del colore. In questa operazione di metamorfosi ontologica esprimo la necessità di una figura analettica, che induce nel vortice dell’espressione un furore di vita. Un frammento di quell’umana indagine che l’uomo porta in sé.

Le note della sinfonia espressionista verbale che è la poesia non incidono invano l’anima di un uomo; osservano mute da lontano il passante che le ascolta e trattiene la formula magica nella propria mente. Come la terra scavata dalla polvere per l’eccessiva siccità in un sussulto rigoglioso di indomita tenacia si scioglie sotto il tappeto d’acqua steso a festa così la mente forgia nella reazione dei versi un alfabeto speciale; esso abbraccia voluttuoso il dovere di una nascita altra e vive nel sapersi luce in precipue sezioni di analogica emotività reagente.

La poesia è la propaggine sinuosa della possibilità dell’uomo di stimolare la formazione di monadi eterogenee e vitali che ambiscono a scoprire il desiderio di un’esistenza nel rapporto dell’effetto che è figlio dell’azione. Il colore della parola è il segno primo del divenire incessante nella forma di un oggetto intimamente sensoriale.

All’uomo è concesso il desiderio della necessità nella muta parola di una parola umana

I CANTI DI PRIMAVERA